Mentre l'India si prepara a presentare il suo Bilancio dell'Unione a febbraio, il fiorente settore crypto del paese sta esortando i responsabili politici a riconsiderare le attuali normative fiscali, che gli addetti ai lavori ritengono ostacolino la crescita e l'innovazione. La spinta per la riforma arriva in un momento di inasprimento delle regole di conformità normative e crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine del quadro esistente.
Ticker menzionati: Nessuno
Sentiment: Neutro
Impatto sul prezzo: Neutro. La chiarezza normativa potrebbe stabilizzare il mercato ma rimane incerta fino alla finalizzazione delle politiche.
Contesto di mercato: Il settore crypto indiano è a un bivio, con crescenti richieste di riforma in mezzo a tendenze globali verso una regolamentazione più progressista e un inasprimento dell'applicazione nazionale.
L'attuale regime fiscale dell'India per le criptovalute, introdotto nel 2022, impone una tassa del 30% su qualsiasi guadagno, insieme a una tassa dell'1% dedotta alla fonte applicabile alla maggior parte delle transazioni, indipendentemente dalla redditività. In modo significativo, le perdite derivanti dal trading non possono attualmente compensare i guadagni, complicando ulteriormente le strategie di trader e investitori. Il settore sostiene che tale regime soffoca l'innovazione e la liquidità rendendo la conformità eccessivamente onerosa e scoraggiando la partecipazione al mercato onshore.
I dirigenti dei principali exchange nazionali sottolineano che le attuali misure fiscali, in particolare le imposte a livello di transazione, non sono allineate con l'evoluzione dei mercati globali degli asset digitali né con i progressi dell'India stessa nella regolamentazione del settore. Nischal Shetty, fondatore di WazirX, afferma che il prossimo Bilancio offre un'opportunità fondamentale per ricalibrare le politiche per favorire trasparenza e innovazione.
"L'India ha l'opportunità di perfezionare il suo quadro per supportare meglio la conformità incoraggiando al contempo la crescita", ha affermato Shetty. Sostiene una riduzione ponderata del TDS basato sulle transazioni e una rivalutazione delle regole di compensazione delle perdite per ripristinare la liquidità e sostenere l'attività economica a livello nazionale.
Allo stesso modo, il COO di ZebPay Raj Karkara ritiene che un approccio razionale alla riduzione delle tasse e al perfezionamento dell'attuale TDS dell'1% potrebbe rendere il settore più attraente e favorire un ecosistema onshore più sano. Settori come il responsabile APAC di Binance, SB Seker, suggeriscono anche che concentrarsi sulle plusvalenze con compensazioni limitate delle perdite ed eliminare le imposte eccessive sulle transazioni segnalerebbe un allontanamento da un regime punitivo di "tassazione e deterrenza", favorendo investimenti responsabili e crescita.
In mezzo alle richieste di riforma, le autorità indiane hanno intensificato i requisiti di conformità per le piattaforme crypto. Recenti direttive dell'Unità di Intelligence Finanziaria impongono procedure KYC rigorose, tra cui verifica con selfie dal vivo, tracciamento della geolocalizzazione e autenticazione del conto bancario. Contemporaneamente, il dipartimento delle imposte sul reddito ha lanciato allarmi sulle sfide poste dagli exchange offshore, dai wallet privati e dagli strumenti di finanza decentralizzata nel tracciare il reddito crypto imponibile, evidenziando gli sforzi di applicazione in corso.
Questi sviluppi sottolineano la tensione tra supervisione normativa e ambizioni di crescita del settore, con molti stakeholder del settore che sostengono riforme equilibrate che supportino l'innovazione garantendo al contempo conformità e protezione degli investitori.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato come Indian Crypto Exchanges Urge Tax Reforms Ahead of Union Budget 2023 su Crypto Breaking News – la tua fonte affidabile per notizie crypto, notizie Bitcoin e aggiornamenti blockchain.


