Microsoft ha appena mandato in archivio quello che è stato uno dei trimestri più brillanti della sua storia, con numeri…Microsoft ha appena mandato in archivio quello che è stato uno dei trimestri più brillanti della sua storia, con numeri…

Azioni Microsoft: perché i risultati record non bastano a Wall Street?

2026/01/29 18:09

Microsoft ha appena mandato in archivio quello che è stato uno dei trimestri più brillanti della sua storia, con numeri che farebbero sognare qualsiasi azienda tecnologica. Il fatturato ha infatti raggiunto gli 81,3 miliardi di dollari con una crescita del 17% su base annua, mentre l’utile netto è esploso a 38,5 miliardi, segnando un incremento straordinario del sessanta percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utili per azione hanno toccato quota 5,16 dollari, superando le aspettative degli analisti più ottimisti.

Eppure, in una dimostrazione emblematica di come funzionano i mercati finanziari moderni, le azioni del colosso di Redmond sono crollate di oltre il 4% a Wall Street, scivolando intorno ai 460 dollari.

Apparentemente, è un controsenso. In realtà, però, racconta una storia più complessa dei semplici numeri di bilancio: quella di una trasformazione industriale che richiede investimenti massicci e che solleva interrogativi sulla sostenibilità economica dell’intelligenza artificiale.

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Il cloud come motore della crescita

Andiamo con ordine. A trainare i risultati eccezionali di Microsoft è stata senza dubbio la divisione cloud, che ha generato ricavi per 51,5 miliardi di dollari con una crescita del ventisei percento anno su anno. La piattaforma Azure si conferma il gioiello della corona con un balzo impressionante del 39%, consolidando la posizione di Microsoft come uno dei player dominanti nel mercato delle infrastrutture cloud insieme ad Amazon Web Services e Google Cloud Platform.

La divisione Intelligent Cloud nel suo complesso ha registrato un fatturato di 32,9 miliardi di dollari, crescendo del ventinove percento rispetto all’anno precedente. Numeri che testimoniano come le aziende di tutto il mondo stiano accelerando la migrazione verso il cloud e come l’intelligenza artificiale stia diventando sempre più centrale nelle strategie digitali delle imprese. Microsoft si trova nel posto giusto al momento giusto, cavalcando due megatrend tecnologici che stanno ridefinendo il panorama aziendale globale.

Anche la divisione Productivity and Business Processes ha mostrato performance solide, con ricavi di 34,1 miliardi di dollari e una crescita del sedici percento. Il segmento riflette la forza delle piattaforme Microsoft 365 e Dynamics, strumenti ormai indispensabili per milioni di aziende che cercano di aumentare la produttività dei propri dipendenti attraverso soluzioni integrate di collaborazione, gestione delle relazioni con i clienti e pianificazione delle risorse aziendali.

Le ombre sul fronte consumer

Non tutto brilla però nell’universo Microsoft. La divisione More Personal Computing ha mostrato segnali di stanchezza, crescendo solo del tre percento a 14,3 miliardi di dollari. Le vendite di licenze Windows ai produttori di computer sono aumentate di appena un punto percentuale, evidenziando come il mercato dei personal computer fatica a ritrovare slancio dopo gli anni straordinari della pandemia, quando lo smart working aveva generato una domanda eccezionale di dispositivi.

Ancora più preoccupante è il calo del 5% registrato dal segmento Xbox e dai servizi correlati ai videogiochi. Il dato suggerisce che Microsoft stia incontrando difficoltà nel mercato del gaming, nonostante gli investimenti miliardari effettuati negli ultimi anni per acquisire studi di sviluppo e rafforzare il catalogo di giochi disponibili su Xbox e Game Pass. Il settore videoludico sta attraversando una fase di consolidamento e riposizionamento, con i consumatori sempre più selettivi nelle proprie scelte di intrattenimento digitale.

I numeri meno brillanti sul fronte consumer, tuttavia, non intaccano il quadro complessivo di un’azienda che ha saputo reinventarsi puntando decisamente sul business-to-business e sulle soluzioni enterprise. La strategia di Satya Nadella, al timone di Microsoft dal 2014, ha trasformato un’azienda percepita come matura in uno dei protagonisti della rivoluzione dell’intelligenza artificiale.

Il costo della leadership nell’intelligenza artificiale

Ed è proprio qui che si annida il motivo del calo azionario nonostante i risultati eccellenti. Microsoft ha annunciato piani di investimento massicci per espandere ulteriormente la propria rete di datacenter, infrastrutture necessarie per fornire la capacità computazionale richiesta dai servizi di intelligenza artificiale e dalle applicazioni cloud sempre più sofisticate. Stiamo parlando di decine di miliardi di dollari che dovranno essere spesi nei prossimi trimestri per costruire, equipaggiare e operare questi centri tecnologici all’avanguardia.

Satya Nadella ha dichiarato con orgoglio che l’azienda ha già costruito un business di intelligenza artificiale più grande di alcuni dei franchise storici di Microsoft, sottolineando come si tratti solo dell’inizio di una rivoluzione che sta appena prendendo piede. L’amministratore delegato ha enfatizzato come Microsoft stia ampliando i confini dell’intero stack tecnologico dell’intelligenza artificiale, dalla progettazione dei chip fino alle applicazioni finali, per generare nuovo valore per clienti e partner.

Tuttavia, Wall Street inizia a mostrare segni di nervosismo. Gli investitori si stanno ponendo domande legittime sulla sostenibilità economica di questa corsa agli armamenti tecnologici. Il timore è che i costi per costruire e mantenere l’infrastruttura necessaria possano superare i ricavi generati dai servizi di intelligenza artificiale, almeno nel medio periodo, comprimendo i margini di profitto che hanno reso Microsoft una delle aziende più redditizie al mondo.

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Dubbi sulla profittabilità futura

La reazione negativa del mercato azionario riflette un dibattito più ampio che sta attraversando l’intero settore tecnologico. Mentre giganti come Microsoft, Google, Amazon e Meta stanno investendo cifre astronomiche nell’intelligenza artificiale, cresce lo scetticismo sulla capacità di queste tecnologie di generare ritorni economici commisurati agli investimenti richiesti. Alcuni analisti temono che si stia creando una bolla speculativa simile a quella delle dot-com dei primi anni duemila, quando enormi quantità di capitale furono bruciate in progetti che promettevano di rivoluzionare il mondo ma che si rivelarono economicamente insostenibili.

Altri osservatori sottolineano invece che l’intelligenza artificiale è una tecnologia trasformativa che richiede necessariamente investimenti ingenti nella fase iniziale, ma che nel lungo periodo genererà valore enorme per le aziende che avranno costruito le infrastrutture e le competenze necessarie. La vera domanda non è se l’intelligenza artificiale cambierà il mondo, ma quanto tempo ci vorrà perché questi investimenti si traducano in profitti sostenibili.

Microsoft si trova in una posizione privilegiata in questa corsa, grazie alla sua partnership strategica con OpenAI e all’integrazione capillare dell’intelligenza artificiale in tutti i suoi prodotti, da Office a Azure fino a GitHub. Tuttavia, anche per un gigante con quasi due miliardi di utenti e una posizione di mercato dominante in molti segmenti, la sfida di bilanciare investimenti aggressivi con aspettative di redditività immediate rimane una questione delicata che determinerà il sentiment degli investitori nei prossimi trimestri

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